La storia di Roby: le molestie anche al cimitero

Un giorno stavo andando a piedi al cimitero del paese di mia nonna, visto che all’epoca i mezzi pubblici erano praticamente inesistenti. Arrivata sulla provinciale per Foggia, ad un certo punto mi si affianca un’auto, da dentro il tizio alla guida mi dice qualcosa che non capisco, ma non la degno di un’occhiata e quindi mi supera, si ferma al lato della strada, scende e apre il bagagliaio della macchina per farmi vedere qualcosa, ma io tiro dritto. Arrivo al cimitero ed e’ gia’ lì ad aspettarmi. Approfittando dell’entrata di altre persone mi aggrego a loro e poi mi rifugio in una tomba di famiglia di alcuni parenti che ha un’entrata particolarmente nascosta, rischiando il tutto per tutto, visto che e’ di quelle con gli scalini in discesa e se si fosse accorto di dov’ero andata non mi avrebbe sentita nessuno. Mi sono armata della scopa e di una boccia di vetro e per fortuna e’ finita lì. All’uscita non c’era piu’, pero’ ho chiamato un amico e gli ho chiesto di venirmi a prendere (all’epoca non c’erano ancora i telefonini).

Sono con te
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