Francesca, 16 anni

Io di brutte storie di questo genere, nonostante abbia appena 16 anni ne ho subite parecchie.
Le più brutte sono state due che penso non dimenticherò mai per tutta la vita.
Premetto che io ho cominciato a svilupparmi a 13 anni, a 14 anni avevo già le fattezze di una ragazza più cresciuta.
Quindi, estate del 2010, stavo percorrendo una strada a piedi di 4 km, sembrava non arrivare mai la fine, non riuscivo a capire come potesse essere così lunga, mi sembrava infinita, tra i clacson e i fischi che mi arrivavano dalle macchine.
Io li ignoravo e andavo avanti, cercando di non pensare che il mio cellulare era scarico.
Immaginate una ragazzina, perché quello ero al tempo, che cammina di sera su una strada priva di abitazioni dove passano solo macchina, col telefono spento.
Quando ero a metà del percorso, e non potevo fare altro che andare avanti, vedo una delle tante macchine che sta andando verso la parte opposta alla mia fermarsi e girare.
Il conducente apre la porta e mi dice di salire. “Dai sali, ti do uno strappo. ”
Io ero disperata, ero stanca, avevo freddo. E lui era un signore sulla cinquantina. Gli ho dato la mia fiducia e sono salita. Ma mi sono ben guardata da accenanargli che non potevo usare il telefono.
Questo signore riparte con la macchina verso la parte opposta a quella in cui devo andare io, perché così poi può fare inversione dice. E comincia a farmi domande, dove abiti, con chi, dove vai… E intanto mi guardava nella scollatura.
Io ero vestita con un paio di jeans lunghi, scarpe da ginnastica e maglietta senza maniche, che forse poteva essere l’unica cosa provocante che indossavo.
Eppure ho il sospetto che quell’ “uomo” si sarebbe interessato a me anche se avessi indossato una semplice t shirt.
Io infastidita dalle sue occhiate prendo il telefono  (spento) e faccio finta di star facendo una chiamata, di star parlando con l’amica che mi aspetta.
Mi faccio dire il suo nome e faccio finta di comunicareglielo.
Insomma mi prendo precauzioni.
Gli racconto in modo innocente che con la mia amica c’è il suo ragazzo che è un armadio. Ma la mia amica era single.
Comunque a un certo punto finalmente inverte verso la direzione giusta, e quando penso che siamo arrivati rallenta, mi guarda negli occhi e mi chiede:
“posso leccartela un po’ ? ”
e mentre tiene il volante con una mano con l’altra mi tocca il seno.
io che non ero ancora mai andata oltre il bacio…
gli rispondo di no, di levarmi le mani di dosso e di farmi scendere, che chiamo mio padre, il mio ragazzo.
che il telefono è in chiamata.
” dai ti prego, mi farebbe tanto piacere. ”
” la prego mi lasci scendere, il telefono è in chiamata, queste proposte le faccia a sua moglie, non ad una ragazzina. ”
il tipo si spaventa, perché io ero stata abile devo dire, a fargli credere di non essere spaventata, gli stavo solo sputando in faccia il mio disgusto.
Mi fa scendere finalmente.
” Ciao bella! ”
ricordo solo di aver corso fino ad un negozio, di essere entrata in lacrime e di aver pregato la proprietaria di farmi chiamare la mia amica.

L’altra esperienza che non dimenticherò mai mi è successa quest’estate, intorno alla metà di Giugno più o meno.
Era sera, ero uscita insieme a mio fratello e ci eravamo visti con alcuni amici in comune.
io indossavo le solite scarpe da ginnastica, pantaloncini corti e una maglietta a maniche corte credo.
ora stavamo andando ad aspettare che mio padre ci venisse a prendere, e mentre andavamo al luogo di appuntamente incontriamo il mio ex ragazzo, insieme ad alcuni suoi amici che io conoscevo.
ci invitano a venire con loro, ci accompagnano ad una macchinetta che dà le sigarette senza tessera sanitaria.
mentre compro le sigarette l’amico del mio ragazzo mi guarda e mi dice che io e lui dobbiamo parlare.
ok gli dico.
andiamo tutti insieme in una piazzetta a fumare e ci stiamo divertendo tutti.
allora mi dice se andiamo a parlare io e lui.
ci alziamo e mentre camminiamo chiacchieriamo, è gentile.
sento salire però più passa il tempo una strana sensazione.
perché le vie diventano così buie, perché ha smesso improvvisamente di parlare?
ad un certo punto sento che mi stringe forte da dietro, con le mani sul petto e mi fa sentire il ” pacco “.
mi chiede se vogliamo divertirci, che lui ha tante amiche così.
gli dico di lasciarmi e non lo fa.
per circa 5 minuti ho avuto paura che le sue mani sarebbero andate sotto ai miei vestiti.
poi mi lascia, mi dice che posso ripensarci, che però questa cosa me la devo tenere per me.
mi accompagna di nuovo dagli altri e poi io e mio fratello ce ne andiamo.
Di questa esperienza ciò che mi ha fatto davvero male è stato il sentirmi debole, completamente indifesa.
lui poteva farmi di tutto, e io non avrei avuto potuto fare niente per difendermi.
perché lui era forte, io no.

nonostante queste due situazioni che ho vissute, e altre non ho perso fiducia nei rapporti con gli uomini, e adesso sono 5 mesi che stò con un ragazzo che amo e che mi ama. che mi rispetta sopratutto.
ciò che mi fa arrabbiare oltre ogni limite è questo: perché alcuni uomini non ci rispettano? e si prendono la libertà di decidere loro cosa vogliamo?
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