Di omofobia si muore, ancora.

Ancora continuano ad accadere episodi violentissimi di omofobia, in Italia come all’Estero.

Pensiamo a Shira Banki, 17 anni, pugnalata al Gay Pride di Gerusalemme da un ebreo ortodosso. Morta, perché difendeva dei diritti a nostro avviso inalienabili: il diritto di esistere e di vivere come tutt* quell* che certi diritti li hanno già.

Ma pensiamo soprattutto agli episodi vicini. A Genova, qualche giorno fa, un ragazzo ha subìto una violentissima aggressione omofoba sull’autobus.

«Gay di m…, che c… guardi, il mio fidanzato?», gli ha detto la ragazza davanti a lui.

Non era gay: aveva solo lo sguardo fisso e distratto su un ragazzo, come ha cercato di spiegare prima di essere aggredito. Ma questa spiegazione non è bastata per scatenare l’ira di ben sei persone. Qui la presa di posizione dell’Arcigay Approdo di Genova e la manifestazione organizzata sul bus sempre da Arcigay Approdo che si è svolta ieri.

Una manifestazione a cui abbiamo partecipato col cuore: per noi i mezzi pubblici, come ogni spazio pubblico, sono spazi in cui ogni persona debba e possa sentirsi serena e sicura,sempre.

Noi di Hollaback Italia sappiamo come invece a volte alcune zone, strade, alcuni orari, alcuni spazi (come gli autobus, appunto) possano essere più sicuri per alcune persone ma non per altre (per esempio donne e persone LGBTQ).

Noi quindi non ci stiamo. Poche persone si alzano, e protestano: e noi siamo tra queste.

La paura del diverso e la paura di tutto ciò che non è eterosessualità si è annidata dentro e intorno a noi.  L’odio è a due passi, prende forma, porta alla discriminazione, alla violenza, al silenziamento delle esistenze altrui. E noi non ci stiamo.

Vogliamo un mondo più libero e accettante, dove tutti siano uguali nella diversità, dove strade e mezzi di trasporto non siano luoghi pericolosi soprattutto per alcune persone.
Vogliamo un mondo dove l’orientamento sessuale non sia un fattore di discriminazione.
Vogliamo un mondo dove i Gay Pride non siano pericolosi o diventino lo scenario per una vendetta ideologica.
Vogliamo un mondo dove l’aggressione di Genova venga denunciata da tutt* i/le cittadin*, indistintamente, a prescindere dal proprio orientamento sessuale e politico.

Vogliamo un mondo di rispetto per tutt* coloro che vivono la propria vita e la propria sessualità, in qualunque posto lo facciano, qualsiasi scelta prendano a proposito della propria identità ed esistenza.

Facciamo sapere a tutt* che noi e voi non ci stiamo a tutto questo e che esistiamo anche al di là delle giornate di Pride.

Per saperne di più

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2015/08/02/israele-morta-ragazza-ferita-gay-pride_4c0c3aaa-6238-4a7f-8270-0f134227a317.html

http://www.arcigaygenova.it/index.php?option=com_content&view=article&id=579:aggressione-omofoba-a-genova&catid=48&Itemid=102

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