La storia di Anonima da Roma: molestie in autobus

Avevo diciassette anni e stavo tornando a casa in autobus dopo un’uscita con una cara amica; ero salita sul primo autobus che veniva dal quartiere Testaccio e “fortunatamente” c’erano dei posti liberi. Mi sistemai in uno di quelli a coppia, dalla parte del finestrino. Un paio di fermate dopo feci a cambio con una signora che sarebbe dovuta scendere molto più tardi e alla quale non volevo creare disturbo facendola alzare solo per me. In quel momento sale un mezzo ubriaco che guardacaso si avvicina al centro del corridoio del bus e si poggia pesantemente contro di me col cavallo dei pantaloni. Inizia a farmi degli apprezzamenti e sembra strusciarsi insistentemente contro il mio braccio; la signora accanto a me sembrava completamente estraniata, neanche guardava, così agitata mi sono alzata costringendolo a scansarsi e mi sono avvicinata a una comitiva di ragazzini poco più piccoli di me che stavano addirittura facendo battute sull’ubriaco, chiedendo per favore di potermi fingere del gruppo. Loro subito hanno detto che potevo e che (come avevo già sentito dai loro discorsi) sarebbero dovuti scendere alla mia stessa fermata. In quel momento mi sono sentita al sicuro e non ho fatto altro che ringraziarli più di una volta mentre scendevamo insieme dal mezzo, lasciandoci alle spalle quell’uomo.

Non é stata la prima volta né l’ultima, ma davvero… quando accade, ragazze, l’importante é reagire o allontanarsi in fretta, se possibile non rimanere da sole per intimorirli e portarli a vergognarsi. Io ho imparato a fare così, imparate tutte.
Nessuno dovrebbe farci sentire mai sporche, spaventate, inadatte. Noi siamo libere, loro fanno solo pena.
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