La storia di anonima: Dammi un bacino.

Durante la mia adolescenza, ero solita assieme ai miei amici nel frequentare una panchina presso una via abbastanza trafficata, nella periferia del mio paese.
Accanto alla panchina vi è un’edicola appartenuta a un signore.
Solitamente eravamo clienti presso la sua attività e capitava che scambiassimo qualche parola.
Una volta, quando avevo quindici anni, comprai un borsellino portacolori da questo tipo, e dimenticai il cellulare alla cassa, non mi accorsi subitaneamente di averlo dimenticato, quindi mi sedetti sulla solita panchina con una mia amica per farle vedere l’ultimo acquisto.
Dopo una decina di minuti esce il tipo per fumare una sigaretta. Mi guarda (sapendo che eravamo solite a sederci accanto alla sua attività) e mi dice: hai dimenticato qualcosa? Dopo questa domanda mi controllai le tasche e capii che non avevo il cellulare. Lui lo tolse dalla tasca della sua camicia e mi disse: “io te lo rendo se mi dai un bacio”; io e la mia amica siamo restammo atterrite da quella richiesta. Dall’incredulità passai a una forte rabbia e gli risposi in modo molto seccato che poteva tenerselo e che io non gli avrei dato un bel niente.
Il tipo non contento si avvicina a noi, sedendosi accanto a me continuava a insistere e insistere, ovviamente l’ho dovuto ignorare perché se avessi reagito sarebbe successo l’inferno. Capendo la mia caparbietà mi restituì il cellulare, dopo 10 minuti di insistenza repentina, e rientrò in negozio. Dopo quell’episodio io e i miei amici non frequentammo più quella maledetta panchina.
In conclusione ripensando a quell’episodio mi reputo ancora schifata, essere donna ed avere quindici anni non è sinonimo di ingenuità o stupidità, ero pienamente conscia che tu uomo di cinquant’anni non puoi chiedere a una ragazzina estranea “ringraziamenti” di quel genere. Il bacino è sempre un contatto fisico e la tua richiesta è una molestia nei miei confronti.